Tim S. Grover: perché l’eccellenza non nasce dalla motivazione

Nel mondo della crescita personale esistono figure che invitano a pensare positivo, a visualizzare il successo e a mantenere alta la motivazione. Tim S. Grover appartiene a una categoria diversa.

Allenatore mentale di atleti come Michael Jordan, Kobe Bryant e Dwyane Wade, Grover ha costruito la propria reputazione osservando da vicino persone che hanno raggiunto livelli di prestazione eccezionali. La sua conclusione è semplice: la motivazione è sopravvalutata.

La differenza tra interesse e impegno

Molte persone desiderano migliorare la propria vita. Vogliono guadagnare di più, stare meglio fisicamente, realizzare un progetto o cambiare lavoro. Tuttavia, il desiderio non basta.

Grover distingue implicitamente tra interesse e impegno.

Se sei interessato a un obiettivo, lavori quando hai tempo, energia e voglia.

Se sei impegnato verso un obiettivo, lavori anche quando sei stanca, annoiata o scoraggiata.

La differenza tra le due condizioni produce risultati completamente diversi nel lungo periodo.

I “cleaner”: la mentalità dei migliori

Nel suo libro Relentless, Grover descrive una categoria che definisce “Cleaner”.

Il Cleaner non cerca approvazione. Non aspetta il momento perfetto. Non ha bisogno di essere incoraggiato.

Sa cosa deve fare e lo fa.

Questa mentalità non riguarda soltanto lo sport professionistico. Può essere applicata a qualsiasi attività: studio, impresa, professione, arte o gestione delle difficoltà quotidiane.

La disciplina diventa più importante dell’entusiasmo.

Il problema della ricerca continua di motivazione

Una parte dell’industria motivazionale trasmette l’idea che sia necessario sentirsi carichi per agire.

Nella realtà accade spesso il contrario.

Molti aspettano di sentirsi pronti prima di iniziare. Chi ottiene risultati significativi inizia prima di sentirsi pronto.

La costanza crea fiducia. La fiducia genera competenza. La competenza alimenta la motivazione.

Accettare il disagio

Uno degli aspetti più interessanti del pensiero di Grover riguarda il rapporto con il disagio.

Le persone comuni cercano di evitarlo.

Le persone altamente performanti imparano a conviverci.

Allenarsi, studiare, affrontare un problema familiare, avviare un’attività o superare una crisi comportano inevitabilmente fatica, incertezza e frustrazione.

Chi accetta questa realtà spreca meno energie a combattere le proprie emozioni e più energie a procedere.

Una lezione utile per la vita quotidiana

Il messaggio di Tim Grover non è particolarmente rassicurante, ma può risultare liberatorio.

Non serve essere motivati ogni giorno.

Non serve sentirsi invincibili.

Non serve aspettare l’ispirazione.

È spesso in quei giorni che si costruiscono i risultati più importanti.

Nota conclusiva

La motivazione può accendere il motore. La disciplina è ciò che permette di arrivare a destinazione.